Precariato, petizione del SAESE al Parlamento europeo

Al Parlamento europeo

All’ Albo sindacale online

 

 Il sottoscritto prof. Francesco Orbitello nella sua qualità di Rappresentante Legale dell’Associazione Sindacale SAESE, nella petizione n. 0945/2016 denuncia che, il legislatore italiano ha cercato di uniformare la normativa nazionale(nel luglio del 2015) alle disposizioni della CGUE, un’ampia fascia di docenti e personale ATA permarrebbe priva di tutela, in quanto, pur avendo già raggiunto il limite massimo di 36 mesi previsto dalla legge 107/2015 per le supplenze, non sarebbe stata inclusa nel piano d’immissione in ruolo.  

Lo scrivente sostiene che ai lavoratori a tempo determinato nel settore dell’istruzione pubblica in Italia non vengono riconosciuti permessi per lutto, studio o formazione né la progressione stipendiale e l’avanzamento di carriera, al contrario dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili.

A seguito della nostra petizione  n. 0945/2016 sulle presunte discriminazioni tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato è stata aperta un’inchiesta amministrativa, attualmente in corso presso la Commissione europea.

Considerato che alla Commissione UE occorrono tempi biblici per valutare la conformità della normativa italiana che disciplina la situazione dei dipendenti del settore istruzione con la clausola 4 dell’accordo quadro per quanto riguarda altre condizioni di impiego, come quelle indicate dallo scrivente.

Si chiedono sollecite notizie riguardo la suddetta problematica ed una soluzione della stessa e si chiede, inoltre, un parere anche se non vincolante per l’Italia.

Per maggiori informazioni consultare i seguenti allegati:

Commissione UE

Precariato, petizione del SAESE al Parlamento europeo

“Il SAESE ha presentato una petizione al Parlamento europeo – Commissione petizioni sull’abuso del precariato dei contratti a termine nei confronti dei lavoratori “precari” nella scuola.
Il Saese, nella persona di Francesco Orbitello, cita una recente sentenza della Corte costituzionale italiana che sembra accogliere la richiesta del personale docente e ATA di porre fine al rinnovo illimitato nel tempo dei contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e sottolinea che tale sentenza si allinea con quella della Corte di giustizia che già aveva ritenuto la situazione incompatibile con la direttiva 1999/70/CE.
Nonostante il Parlamento italiano abbia cercato di porre rimedio con la legge 107, si legge ancora nella sintesi della petizione, Orbitello evidenzia che un’ampia fascia di docenti e ATA è tuttora priva di tutele, non essendo stata inclusa nel piano d’immissione in ruolo.”
Per maggiori informazioni consultare i seguenti allegati:
Dettagli